frediani

26/04/2017 19:00

Guerre di rete di Carola Frediani

Presentazione del libro di Carola Frediani
Insieme all’autrice ci sarà Giovanni Ziccardi, professore di informatica giuridica all’Università Statale di Milano.

Questo è un libro sui conflitti di Rete, e in questa veste deve essere interpretato il titolo. Nessuna “cyberwar”, quindi – termine abusato e retorico che richiama subito stellette e squilli di trombe –, bensì un tuffo in una serie di vicende molto concrete, a volte perfino sgangherate. Una serie di storie contemporanee, dunque, che attingono alla mia attività quotidiana di giornalista. È un lavoro improbo fissarle in un libro, poiché mentre chiudevo ogni capitolo la sua storia continuava a farsi e a disfarsi, ad aggiungere pezzi, a chiarire episodi, a confondere acque che si erano date per limpide e ferme.

Se fare giornalismo su temi digitali è una corsa continua contro il tempo, scrivere un libro sugli stessi è una sorta di supplizio mitologico, una condanna che non ti permette mai di dire: ho finito. Ma se le storie restano aperte, i libri vanno chiusi: e sebbene il futuro prossimo sia già qui a rimescolare le carte, conto sul fatto che a restare saranno almeno alcuni messaggi: tra questi, la complessità tecnopolitica in cui siamo immersi. Ho dunque provato a narrarla, questa complessità, in nove storie e capitoli indipendenti, e a loro modo concatenati; spezzoni di alcune tensioni socio-politiche che attraversano la Rete e che per mezzo di questa si esprimono. Dico alcune, perché in questo libro ci sono anche degli illustri assenti: come le grandi compagnie Internet e il loro ruolo all’interno del capitalismo dei dati (qualcuno lo chiama capitalismo della sorveglianza).

Ma si tratta di un tema che merita un lavoro dedicato, mentre qui si è cercato di restringere il focus sulle espressioni più eclatanti ed esteriormente violente di questi conflitti. Si parte con una panoramica al livello più alto, quello dell’“hacking” di Stato tra spionaggio e sabotaggio, della sotterranea guerra di posizionamento tra governi, loro agenzie e gruppi parastatali o schiettamente criminali, di cui di tanto in tanto fuoriescono eruzioni improvvise e sorprendenti come quelle di un geyser. Un mondo sotterraneo alimentato da un crescente complesso cyber-industriale in cui attori, interessi e strumenti si mescolano e rimescolano in una lunga e opaca risacca.

E tuttavia, accanto ai ricercatori a caccia di software malevoli, accanto ai gruppi di hacker che colpiscono industrie in modo sofisticato, accanto ai venditori e ai broker di attacchi informatici, ci sono anche gli utenti comuni, carne da cannone di un crescente scenario di (in)sicurezza informatica dove ai primi virus artigianali si sono sostituite articolate filiere cyber-criminali in continua ricerca di modelli di business – e di vittime da spolpare. Sullo sfondo il riaccendersi delle tensioni, mai del tutto spente, sulla crittografia, ravvivate dalla paura del terrorismo e dalle false dicotomie che contrappongono privacy e sicurezza. O le frontiere selvagge, dinamiche, nebbiose della sorveglianza statale. Infine, a chiudere con un filo di speranza, l’attivismo di chi – pur essendo immerso fino al collo in questi conflitti nonché nelle proprie contraddizioni – ancora lavora per l’idea di una Rete al servizio delle persone e dei loro diritti.


Carola Frediani, giornalista, dal 2015 lavora per “La Stampa”. Ha co-fondato l’agenzia Effecinque e ha scritto di tecnologie, cultura digitale, privacy e hacking per molte testate.

Guerre di rete è pubblicato da Editori Laterza.
http://www.laterza.it/