Comunicare con efficacia brand e valori nell’era digitale

Nel mondo digitale tutto si evolve, di continuo. Comprendere i cambiamenti, contestualizzarli e riadattare costantemente le proprie strategie di comunicazione diventa quindi indispensabile. A prefiggersi questi obiettivi è il libro “Digital Caos”, di cui domani 21 gennaio ospitiamo la presentazione alle h 19. Qui abbiamo intervistato l’autore Nicolò Cappelletti:

Nicolò, raccontaci qualcosa di te, della tua formazione e delle tue esperienze professionali.
Ciao! Ti svelo il mio sogno d’infanzia? Diventare un designer d’interni, uno chef, un pilota e uno scrittore di romanzi: come vedi una persona dalle idee chiare. La storia breve è che non ho raggiunto quei sogni (ma non lo escludo), ma ti fa capire una caratteristica di me che oggi è diventata una consapevolezza: la curiosità. Da sempre ho il bisogno di uscire dagli schemi, di approfondire ciò che non conosco e che mi affascina, ed è una caratteristica che oggi è fondamentale nel mio lavoro, sia di docente sia di professionista. Ho seguito un percorso di studi in marketing e comunicazione, successivamente ho avuto la fortuna di entrare nel mondo del lavoro proprio negli anni “dell’esplosione digitale”. Anni affascinanti, di sperimentazione, di studio e devo ammettere anche di grande crescita. Dopo svariati anni passati nel mondo del marketing, fra progetti e strategie, la decisione di provare a canalizzare quella curiosità e affiancare al mondo delle strategie una dimensione più culturale. Da li le prime collaborazioni fra mondo impresa e mondo accademico, che tutt’ora mi caratterizzano. Oggi mi trovo nel board del Dipartimento di Comunicazione IUSVE, come docente coordinatore dei percorsi di magistrale (fra cui il percorso di Web Marketing & Digital Communication) e responsabile Corporate Relations. Una posizione che mi permette di collaborare con il mondo impresa da un lato e portare al suo interno anche una dimensione più culturale e di ricerca dall’altro.

Cosa intendi per Digital Caos e in che modo il tuo libro affronta il tema?
Il tutto nasce da una domanda che il mondo dei brand, ma anche chi si occupa di comunicazione digitale, si pone spesso: come posso comunicare con efficacia se tutto cambia di continuo? Ed è una domanda più che lecita, necessaria oserei dire. Se ci pensiamo, nel digitale, la storia si ripete: arriva una novità che cambia gli strumenti, modifica le piattaforme ed è subito il caos (digitale). Tutto ciò che fino a ieri ti garantiva visibilità, pubblico e conversioni, non funziona più.
Ma è proprio questa la verità? Tutto viene ridotto alla dimensione tecnica degli strumenti?
In parte, perché l’approccio deve avvenire attraverso la vera comprensione delle dinamiche e dei fondamenti del digitale e tramite un adattamento del brand al nuovo contesto digitale. Solo così saremo in grado di cogliere le opportunità che la rete mette a disposizione.
La rapidità con la quale il digitale ha guadagnato spazio nelle nostre vite è uno dei fattori che viene spesso trattato con sufficienza senza soffermarsi a riflettere su quanto la velocità, l’annullamento dello spazio e l’arco temporale siano in realtà fattori rilevanti. È quindi necessario per un marketer comprendere i brand come parte attiva nella vita delle persone.
E i brand, con attenzione, devono ridisegnare i propri contenuti per ricucire quel distacco fra gli intenti comunicati e ciò che concretamente realizzano.
Molto spesso mi fermo a riflettere su queste domande: siamo realmente consapevoli di quanto sta accadendo? È possibile comprendere l’ondata digitale che si è abbattuta su di noi e sui nostri brand? Quali saranno le direzioni future e le modalità per accogliere le sempre crescenti innovazioni?

Ecco, in estrema sintesi, da queste premesse è nato Digital Caos, un percorso che orienta e supporta il professionista, i marketers o semplicemente coloro che intendono approcciare il digitale da un punto di vista diverso, nel fare ordine nei continui cambiamenti del digitale e ritrovare il vero significato di quest’ultimo.
Un percorso, quello del Digital Caos, che ci accompagna attraverso quattro step:
Comprendi l’evoluzione digitale;
Adatta il tuo modo di comunicare;
– cogli le Opportunità della digital communication;
– comunica il Significato e i valori del tuo brand.

Qual è, a tuo parere, la più grande opportunità che la rivoluzione digitale ci offre e quale il più grande limite?
Ti potrà sembrare un controsenso, ma credo fortemente che la più grande opportunità del digitale sia stata per certi versi anche il suo grande limite. Mi riferisco all’impatto dell’ecosistema digitale sulle nostre modalità di relazione. Se pensiamo per un attimo ai primi anni dei social network, tutto era mosso dalla “riscoperta” volontà delle persone di entrare in relazione: le persone d’un tratto erano lì, tutte insieme ed elettrizzate da poter essere così vicine e allo stesso tempo così lontane. I brand hanno subito compreso questa potenzialità e sono scesi “nell’arena” del digitale. Ancora oggi, se ci pensiamo, le piattaforme di istant messaging hanno colto questo bisogno e ci hanno accompagnato nei loro innumerevoli gruppi, più privati ma più “presenti” se pensiamo alla quantità di micro gruppi con i quali ci confrontiamo. Sono cambiati gli strumenti, ma il digitale da sempre si è mosso sul binario della relazione: le stesse stories, effimere e focalizzate sul presente, sono “contenuto e strumento” per mettere in relazione.
Ma quanti si soffermano a ragionare sul valore di tutte queste relazioni?
Il fatto che il digitale abbia reso le relazioni “easy and fast” in alcuni casi le ha portate a essere “vuote”, ridotte a un semplice collegamento fra persone, fra brand e pubblici, al contrario di quanto in realtà dovrebbe essere: una condivisione di valori, prospettive e visioni.
Ecco, se dovessi identificare una grande opportunità che il digitale ci offre, lo farei concentrando l’attenzione sulla relazione e sul valore che può portare in ottica futura. Al tempo stesso il non comprendere questo, porta al grande limite: le relazioni.

Nel digitale tutto si evolve, di continuo. Un consiglio su tutti che ti senti di dare ai nostri lettori per riuscire a cavalcare con efficacia e costanza il flusso di questi costanti cambiamenti?
Il cambiamento di per sé è positivo e ci costringe a metterci in gioco, a rivalutare continuamente il contesto e favorisce la crescita personale e professionale. Tuttavia non è affatto semplice riuscire a gestire tutti questi continui cambiamenti. Visto che mi chiedi un consiglio lo introduco con una frase che mi ha colpito recentemente: “see people, not only data”. Ecco, abbandonare la sola prospettiva basata su tecniche e strumenti per spostare l’attenzione sulla dimensione culturale, quanto mai necessaria nel mondo digitale odierno.
Il digitale, dico spesso, è prima di tutto cultura e poi tecniche e strumenti.

Perchè hai scelto Open per la tua presentazione?
Ho conosciuto Open proprio ascoltando interventi di alcuni amici e colleghi e ho da subito notato l’atmosfera che aleggia al suo interno: un mix di cultura, innovazione e collaborazione. Dopo un rapido confronto con l’editore ho subito capito che era il posto giusto per il Digital Caos. Ah, quasi dimenticavo, grazie per l’ospitalità e per tutto il supporto.

Menu