Conversazioni di successo? Un workshop per imparare ad automatizzarle

Relazione, creatività e intuito sono tra le qualità che renderanno unico il contributo umano nel medio e lungo termine, ma le conversazioni hanno bisogno di correre veloci e fluide nell’era digitale e per le aziende diventa sempre più necessario automatizzare le operazioni più frequenti per risparmiare tempo ed evitare interruzioni. Giovedì 14 novembre ospiteremo la presentazione del libro “ChatBot Marketing” di Luciano Zambito, che terrà un workshop gratuito per imparare a integrare al meglio nella propria strategia digitale un ChatBot collegato alla pagina Facebook aziendale. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con l’autore, che si autodefinisce “ingegnere sociale” e ci siamo fatti raccontare di più.

Ciao Luciano, raccontaci qualcosa di te e della tua professione.
Amo la musica: in particolare modo la batteria e le percussioni, che sono la mia passione da oltre vent’anni. Il tema della comunicazione, inoltre, mi ha sempre affascinato e incuriosito.
Inizio a ficcanasare nel mondo digitale nel 1997, creando i primi siti web con FrontPage, passando poi a e-book, app per dispositivi mobili, sino ad approdare nel 2016 all’incredibile mondo dei ChatBot.
Lo definisco incredibile perché è un sistema nel quale convivono aspetti molto differenti tra loro: tecnologia, creatività, logica, automazione e sociologia.
Creo ChatBot, ovvero programmi capaci di gestire in modo automatico le conversazioni all’interno di una chat.
Ecco perché mi piace definirmi un ingegnere sociale: parte del mio lavoro è creare conversazioni automatizzate al fine di ricavare informazioni che difficilmente si ottengono negli attuali canali di comunicazione e marketing (email, siti web, social network).

Di cosa tratta il tuo libro ChatBot Marketing edito da Dario Flaccovio Editore e cosa possiamo aspettarci dal workshop che terrai qui in Open il 14 novembre?
“ChatBot Marketing” fornisce le informazioni necessarie per comprendere al meglio il contesto e le logiche della messaggistica istantanea applicata al business, in particolare modo alle pagine aziendali Facebook.
Il libro contiene preziosi spunti per quanto riguarda lo stile comunicativo da adottare, casi studio in diversi settori, automazioni e regole (scritte e non) per una corretta impostazione strategica.
L’obiettivo principale del libro è fornire a imprenditori e liberi professionisti il maggior numero di informazioni possibili riguardo a questo nuovo strumento, capace di fornire risposte, servizi e soluzioni in tema di comunicazione, marketing e vendita. Non è semplice spiegare tutto ciò in termini semplici e leggeri, ma io e i contributori ce l’abbiamo messa tutta per risultare chiari anche ai non addetti ai lavori.
Questo workshop rappresenta la naturale estensione del libro: l’idea è di passare dalla teoria alla pratica, affrontando insieme ai partecipanti alcune delle fasi necessarie per realizzare conversazioni di successo, capaci di offrire ai propri utenti i contenuti più coinvolgenti e utili, senza risultare fastidiosi o aggressivi.
Lo faremo grazie alla piattaforma ManyChat, per la quale regalerò ai partecipanti un mese di abbonamento alla versione Pro a chi creerà un nuovo ChatBot insieme a noi, durante l’evento.

Man mano che, grazie alle opportunità offerte dal digitale, automatizzeremo tanti processi, in cosa potrà continuare a fare la differenza il fattore umano?
Relazione, creatività e intuito mi sembrano qualità che ci renderanno unici e insostituibili nel tempo, quantomeno nel medio – lungo termine.
Lo scopo di un’automazione è semplicemente definire una relazione e un comportamento tra più entità coinvolte nello stesso processo, ma il processo stesso è concepito e generato dall’essere umano, grazie a talento e analisi.
Molti servizi alla persona richiedono una forte componente di relazione umana, così come le innovazioni più interessanti vengono alla luce grazie alla “visione” dei loro creatori, o come gli artisti riescono a toccare corde dell’animo umano che difficilmente un algoritmo potrebbe raggiungere.
D’altronde, quando si rivolge a un’azienda per un bisogno, l’utente contemporaneo desidera risposte sempre più veloci e precise: alcune di queste, come ad esempio l’indirizzo o gli orari di una pizzeria, non richiedono un contributo umano.
Potremmo anche sostituire il pizzaiolo con una macchina: da tempo la pizza può essere preparata dai robot.
Il fattore umano potrà però fare la differenza nell’accoglienza, nell’allestimento del locale, la scelta della sua atmosfera, la creazione di una nuova pizza, l’offerta di impasti alternativi e tanto altro.
Ogni professionista potrebbe e dovrebbe individuare quali processi automatizzare, non solo nell’ottica del mantenimento dei costi, ma anche con l’obiettivo di impiegare le energie umane in compiti di alto valore.

Perchè hai scelto Open come location?
Per questo evento ho bisogno di uno spazio versatile e accogliente, per 60 partecipanti circa, all’interno del quale soddisfare diverse necessità.
Non si tratta della mera presentazione di un libro, bensì di un format interattivo che prevede fasi di ascolto alternate ad altre di operatività al proprio computer, nelle quali mettere direttamente in pratica i concetti.
Vivo a Genova, quindi ho deciso di affidarmi alle opinioni di chi ha già avuto le stesse esigenze prima di me, nella città di Milano. Molte persone mi hanno suggerito di fare riferimento a voi, quindi non poteva andare diversamente 🙂

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