Separazioni di Elena Mearini

28/05/2019 19:00

Presentazione del libro 

Interviene Sebastiano Mondadori. Letture di Roger Mantovani.

La poesia di Elena Mearini è sospesa tra due verità: l’imperativo del corpo e l’impotenza della parola.

Il corpo vissuto, usato, usurato, sfacelato in una decadenza inesorabile, ridotto a mera presenza fisica senziente, fino a farsi oracolo di una realtà misurabile in chili, centimetri, numeri sempre più piccoli: distanze incolmabili dai corpi degli altri, quando i pensieri esalano in respiri, ansimi, affanni che scandiscono il ritmo di un silenzio inascoltato.
La parola spogliata nella sua concretezza (persino le metafore vengono riconvertite a una dolente sconfitta dell’immaginazione) è abbandonata a una solitudine di storie impossibilitate a legarsi in una trama, a concatenarsi in una serie di episodi che diventino memoria, perché ogni accadimento è unico e inviolabile. Basta nominarlo per trasformarlo in un misfatto della nostalgia: «I ricordi sono vandali in agguato.» E così la separazione è compiuta, la ricongiunzione negata all’origine, incompatibile con lo stesso movimento fisico dei piedi, destinati a camminare senza riposare allineati in una pausa almeno interrogativa, mentre i brandelli di un’identità frantumata vanno aggrumandosi per sottrazione, falcidiati dalla «crudeltà» delle nostre scelte. Si procede per dicotomie. E ogni dicotomia si allarga come un compasso che squarcia le viscere di un corpo martoriato. Pieno e vuoto, luce e buio, assenza e presenza (la parola amore è bandita perché l’odio è stato rimpiazzato da un sentimento più vile di nausea e impunità), le separazioni divengono il compimento di uno statuto ontologico che invoca per respingere definitivamente il riscatto delle parole. Inchiostro e sangue invischiati in un fetore di sconfitta.

Elena Mearini è nata nel 1978 e vive a Milano. Lavora per diversi anni per una compagnia che si occupa di teatro ragazzi. Conosce poi la realtà del disagio occupandosi di laboratori in carceri e comunità. Nel 2009 esce il suo primo romanzo 360 gradi di rabbia, edito da Excelsior 1881 e vincitore del premio Gaia Mancini, nel 2011 pubblica per Perdisa pop il romanzo Undicesimo comandamento, che vince il premio Gaia Mancinie e il premio Unicam – Università di Camerino. Dal 2010 collabora col settimanale “Vita no profit”, raccontando in chiave letteraria fatti di cronaca. Collabora con la rivista letteraria “Atti impuri” e con la casa editrice NoReplay. Cura la raccolta di racconti Latte, chiodo e arcobaleno per NoReplay Editore, firmando un racconto. Partecipa alla raccolta di racconti Vacanze milane, a cura di Luca Doninelli. Nel 2013 pubblica la silloge Dilemma di una bottiglia per Forme libere Edizioni, nel 2014 la silloge Per silenzio e voce (Marco Saya editore) e partecipa alla raccolta Siria. Scatti e parole (Miraggi edizioni). È finalista al premio Maria Teresa di Lascia e vincitrice del Premio Perelà 2013. Nel 2016 pubblica con Cairo editore Bianca da morire.

Separazioni è pubblicato da Marco Saya Editore.

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